Tokyo night, Milan day

Il nostro pellegrinaggio ha inizio ad agosto. Open campus, visite guidate alle strutture, spiegazioni interminabili su corsi, gestione e andamento della scuola. Dopo aver girato cinque scuole diverse, abbiamo finalmente scelto un posto dove inviare l’iscrizione. Oggi ho ritirato i moduli.

Qui l’anno scolastico inizia in primavera, ad Aprile per la precisione, ma entro fine ottobre si chiudono tutte le iscrizioni.

Consegnare il modulo d’iscrizione non ti assicura l’entrata.

Non funziona nemmeno alla “prima arrivo, meglio alloggio”.

La cosa per un asilo qui a Tokyo diventa molto più complicata.

Innanzi tutto c’è una distinzione da fare tra asili pubblici e privati.

Quelli pubblici, gestiti dai comuni in cui si divive Tokyo, sono gratis, o quasi. Nessun servizio mensa, nessuna navetta, tutto secondo tradizione.  Il cestino del pranzo lo prepara la mamma, i bambini si accompagnano a piedi o con i mezzi. Putroppo il comune dove vivo io ha deciso di far partire gli asili dai quattro anni, quindi per il momento quelli pubblici sono da scartare.

Quelli privati hanno tutti gli optional, divisa scolastica, scuola bus, servizio mensa (alcuni forniscono pranzi e merende rigorosamente bio, tutto super controllato e naturale), attività e gite fuori porta.

Tutto però a prezzi stratosferici. (evito i dettagli, la matematica non è il mio forte, ma in ogni caso pensate al prezzo mensile per un asilo come ad un affitto di una seconda casa e forse riuscite a farvi un’idea).

Siamo partiti dall’idea di mandare il nostro pargolo alla scuola internazionale e poi strada facendo, approdati alla scelta di un asilo giapponese privato, uno dei due vicino casa.

Ahimè, stando a quello che mi dicono le altre mamme del corso d’inglese, molto popolare, quasi inaccessibile. (T T)

Priorità ai bambini che hanno già un fratello o una sorella dentro. Numero di posti disponibili 90.

Dopo aver consegnato i moduli ci aspetta un colloquio genitori/ pargolo/insegnante e poi la tanto temuta osservazione del bambino in gruppo. E qui…. noi perdiamo già in partenza.

Mio figlio è nella fase…. “Insieme a mamma” (in giapponese suona, Mamma isshoni) bagno: insieme a mamma, parco: insieme a mamma, giochi: insieme a mamma, nanna: insieme a mamma. Io di solito gli rispondo “ Sì amore, fino alla morte insieme a mamma!”

Asilo? Insieme a mamma…. non penso proprio.

Nel modulo d’iscrizione c’è uno spazio da compilare sulle ragioni del perchè abbiamo scelto quella scuola.

La verità? Vicino casa, unico asilo privato giapponese in zona, insomma… questo passa il convento.

Cosa scriveremo?

Ci stiamo ancora pensando….

 

Il giorno del verdetto sarà il primo di Novembre, il giorno dei morti… Ho detto tutto.

Comunque abbiamo un piano B. Serve sempre un piano B.

Se non dovesse andar bene, altro asilo privato internazionale, perchè una lingua in più non fa mai male (^^)

 

Betty, Tokyo

 

Naturalemte posterò ancora per informarvi sull’esito…. Incrociamo le dita!