Tokyo night, Milan day

“L’infanzia finisce nel momento in cui scopri che morira”

– cit.

La mia è finita a 5 anni.

Prima morte vissuta in vita mia, non la prima nella mia famiglia, ma la prima di cui abbia ricordo.
Tante cose cambiarono da quel giorno.Trasferimenti dalla grande città del nord al paese del sud, i miei cugini dalla nonna, lo zio ancora sù, gli occhi tristi di mio padre, di mamma, di nonna, di zia… un velo era calato addosso alla mia famiglia.
L’abbiamo indossato ancora tante volte. Ogni volta pesava sempre più. Addosso il ricordo di chi non c’era più. Poi finalmente riuscimmo a toglierlo,  da dieci anni giaceva  in un cassetto chiuso a chiave, con l’intenzione di esorcizzare la paura di doverlo un giorno ripendere di nuovo in mano.

Da pochi giorni  l’abbiamo messo di nuovo, fresco di bucato.

Un’altra morte, lo stesso velo.

Continua a tormentarci quella meschina, con la sua falce ci strazia il cuore, ci toglie il respiro per i singhiozzi. Non smetterà mai di farlo, siamo le sue bambole preferite.
Cinque cugini, più che parenti, amici, fratelli per la vita. Cinque orfani, chi di mamma chi di papà.
Tre fratelli dopo anni di nuovo in sieme in cielo, non smetteranno mai di essere zio, zia, mamma e papà.
Possiamo anche avere gli occhi gonfi di pianto, i cuori dilaniati dal dolore, ma le lacrime si asciugheranno, le ferite si cicatrizzeranno e noi saremo ancora qui, uniti oggi dal dolore, ma per sempre dall’amore.

Betty, Tokyo

  • Domenico Domeniko

    Loro vivono in noi. Mi sono commosso leggendo questo articolo. Bellissimo blog, continua cosi! 😉