Tokyo night, Milan day

Ero incinta di pochi mesi, parlando del mio futuro da mamma  con mio marito, lui mi disse: “Per te sarà impossibile farti delle Mama Tomo.”

Le sue parole furono profetiche.

Urge qualche spiegazione.

 

Mama Tomo è un termine giapponese.

Mama: mamma

Tomo: amica

Amica mamma.

Ora, non si tratta di amiche di vecchia data che dopo essere diventate mamme dispensano consigli, utili o meno a seconda dei casi, sul crescere un figlio.

Le Mama Tomo sono altre donne che diventano tue amiche perchè condividono il tuo stesso stato, quello di essere mamma.

Si muovono in gruppo, da due a quattro, pargoli nei passeggini o in spalla nei marsupi. L’età dei bambini normalmente si aggira da zero a tre anni, loro, le mamme, super tirate, tacchi ai piedi, borsa firmata, capelli raccolti in code alte o elaborati chignon, sfoderano il loro fisico perfetto, anche a pochi mesi dopo il parto.

L’ora migliore per vederle in giro è attorno a mezzogiorno nei giorni feriali, mentre i mariti sono al lavoro, le mamme si concedono un po’ di svago con le loro amiche.

Quello delle Mama Tomo è diventato qui in Giappone un vero e proprio fenomeno sociale. Sui forum di discussione su internet impazzano consigli, dritte su come creare il giro giusto di Mama Tomo, dove riunirsi, come scegliere i ristoranti e i cafè alla portata di bambino.

Dove si conoscono?

Il Giappone, soprattuto Tokyo, fornisce una serie illimitata di corsi, o eventi a cui patecipare con il proprio pargolo.

Classi di musica e ritmo, corsi di nuoto, cucina, yoga, ludoteche. Frequentando questi posti è facile crearsi delle Mama Tomo.

Mio figlio compirà tra pochi mesi tre anni, ho iniziato a frequentare con lui un corso di inglese e uno di musica, due anni e mezzo mi sembrava l’età giusta per lui per iniziare a socializzare e prendere un po’ la mano con un ambiente diverso da quello di casa, anche in vista dell’asilo. In questi mesi sono riuscita ad andare oltre il saluto con le altre mamme e a fermarmi con loro a chiacchierare un po’.

Ma prima quando il bambino ha due o tre mesi, mi volete spiegare cosa c’è da socializzare?

Se il bambino non riesce a stare seduto da solo, che mi serve il corso di ritmo o di ginnastica?

Le mie risposte hanno trovato subito una soluzione.

Qui non stiamo parlando dei bambini, ma delle mamme.

Ho assistito involontariamente, lo studio aveva le pareti fatte di vetri, ad una lezione di yoga per mamme e neonati.

Le mamme si contorcevano in posizioni simili ad origami mentre i piccini erano parcheggiati su materassini accanto a loro, alcuni dormivano, altri piangevano, altri sbavavano sul materassino della palestra, le mamme, incuranti, si dedicavano alla loro ora di relax.

Quel giorno ho capito quello che voleva dirmi mio marito.

Io non riuscirò mai ad avere un gruppo di Mama Tomo, non perchè sia straniera, o perchè non parli abbastanza bene la lingua, ma  perchè nella mia vita viene prima mio figlio, poi Io.

Ho sofferto spesso la solitudine devo ammetterlo, ancora oggi quando vedo in giro le altre mamme girare in gruppo con figli al seguito, mi sento un po’ rodere. Poi penso che dopo tutto va bene così, sicuramente mio figlio crescendo riuscirà a farsi dei nuovi amici, io invece? Non ho ancora perso tutte le speranze, magari riuscirò a creare il mio gruppo di mamme terrone in Giappone, e quella forse potrebbe essere una svolta.

 

Betty, Tokyo