Tokyo night, Milan day

Il dolore è personale. Non lo puoi dividere e distribuire ad altri per alleviare la pena, nessuno lo custodirebbe per te. Devi portarlo come un fardello, giorno dopo giorno sul cuore, fino a quando smette di pesare e diventa parte di te. Ma ci vuole tempo…. tanto tempo…
E’ molto più facile smaltirlo quando si è soli, quando ci si deve occupare solo di se stessi. Allora puoi concederti il lusso di restare a letto tutto il giorno, chiudere le tende per tenere lontana la luce del sole, per credere che sia ancora notte, per forzarti a tenere gli occhi chiusi perchè solo quando si dorme non bisogna fare i conti con la realtà.
Quando invece hai un lavoro o una famiglia, un marito e dei figli di cui occuparti allora è tutta un’altra storia.
Il trauma del risveglio ti schiaccia con forza sul materasso del letto, ma non puoi lasciarti vincere, devi aprire gli occhi, alzarti, sorridere a tuo figlio, preparare la colazione, pulire casa, fare la doccia, vestirti, indossare la tua più bella maschera e sorridere alla vicina, alle altre mamme del corso di musica, alla cassiera del supermercato. Quando hai una famiglia il conto che la realtà ti presenta ogni mattina è molto salato. Ma ti tocca pagarlo, ogni giorno, per tutta la vita col sorriso stampato sulla bocca.
THE SHOW MUST GO ON cantava Freddie.
Con il cuore dilaniato, cerco di andare avanti col sorriso sulle labbra.

Betty, Tokyo