Tokyo night, Milan day

 

Tra meno di una settimana sarà Halloween.

Pur essendo italiana questa festa ha sempre suscitato su di me il suo fascino. Da quando, alle elementari la maestra d’inglese ci parlò per la prima volta della leggenda di Jack O’Lantern ho sempre voluto festeggiare questa ricorrenza con un Halloween fai da te.

Passare il 31 ottobre a vedere un film horror, oppure organizzare con le compagne di classe una mini festa di Halloween a casa. Conservo ancora sulla mensola della cameretta di quando ero bambina, la mia piccola collezione di zucche, fantasmi e streghette.

 

Da qualche anno il business di Halloween ha colonizzato il mondo, inclusa l’Italia, contro il pensiero di quanti, fedeli alla tradizione, riufiutano questa festa additandola come una ricorrenza demoniaca.

Non vedo che male ci sia per un bambino a far festa il 31 ottobre, svegliarsi il giorno dopo, come da tradizione italiana, trovando sul cuscino una calza piena di dolci e poi andare al cimitero a far visita ai propri defunti.

 

Ma cosa succede durante questo periodo dell’anno qui a Tokyo?

Beh, decorazioni di zucche e fantasmi sono nelle vetrine di tutti i negozi da settembre. Un po’ prestino, ma qui funziona così. Passato Halloween inizierà la maratona di decorazioni in vista di Natale.

Io devo preparare i sacchettini di dolci per gli amichetti di mio figlio in vista della piccola festa di Halloween prevista alla scuola d’inglese martedì prossimo.

Nelle pasticcerie adorabili biscottini e torte a tema.

               

 

I giovani invece, cercano dei costumi originali da sfoggiare alle feste in discoteca.

Ricordo il mio primo Halloween qui dieci anni fa, andai in un club con i miei coinquilini. Uno spagnolo, un francese, due coreane, un’italiana, sembra l’inizio di una barzelletta… ed in effetti ci divertimmo da morire. Tutti mascherati per non pagare l’ingresso in disco. Passammo la notte a ballare e a divertirci.

Le ragazze strizzate in minuscoli costumi sexy, poliziotta, infermiera, streghetta, vampira.

Ricordo ancora il sorriso di pura felicità sul volto del mio amico spagnolo ogni volta che puntava una bella ragazza che gli sorrideva.

Ancora oggi eventi, feste e concerti in moltissimi club sparsi per la città.

Ma quello che ormai è diventata una tradizione è scendere in strada e ritrovarsi tutti mascherati a Shibuya. I primi anni l’enorme folla provocò non pochi problemi alla circolazione, ma da qualche anno a questa parte le forze dell’ordine hanno circoscritto la zona con transenne e vigili a dirigere il traffico, si sono in pratica silenziosamente arresi a quella valanga di gente.

 

 

 

Ed io invece come passerò la notte del 31 ottobre?

Forse come quando ero bambina mi farò un Halloween fai da te guardando un horror in dvd. Anche se un giorno sarebbe bello poter trascorrere quel giorno in Inghilterra o negli Stati Uniti per vivere per una volta un Halloween 100% originale.

Viviamo in un mondo interculturale, impossibile bloccare la globalizzazione, teniamoci strette le nostre tradizioni, ma non chiudiamo le porte al nuovo. Potrebbe bussare al nostro uscio un piccolo fantasmino che canticchia “Trick or Treat”, non cacciamolo via, facciamolo entrare, quello che ha da raccontarci potrebbe piacerci!

 

Betty, from Tokyo